Palermo e le «Vie dei Tesori» – Parte II

Palermo sei bella, davvero!

Con l’ultimo weekend di ottobre, si è concluso il festival de «Le Vie dei Tesori» per l’edizione 2017. Un festival che, “svelando” la splendida città di Palermo, ha raggiunto il massimo del successo e dell’affluenza registrata rispetto alle edizioni passate. Nel precedente articolo ci domandavamo:

«Come puoi vivere senza conoscere quel tripudio di caos e di bellezza, quel rumore perenne, quell’odore salmastro che si fa più forte alle ore dell’alba, quei colori così vivi e sgargianti? Come puoi pensare di aver visto il mondo se non hai conosciuto il mondo che Palermo racchiude, con i suoi riflessi arabi, le sue finestre normanne, le sue statue spagnole, le tracce lasciate su di lei da Svevi, Angioini, Aragonesi e Borboni? Come puoi esistere senza perderti tra gli odori dei suoi mercati, tra i sapori del suo cibo? Come puoi non vivere almeno una volta Palermo, la città «tutto porto» da un lato (Panormus, appunto), e protetta dal suo Monte Pellegrino, dall’altro?»

Adesso, al termine di questi weekend di esplorazione, ci fermiamo con gli occhi pieni di bellezza e l’animo allegro per aver vissuto tanti, tanti, tantissimi affascinanti luoghi nascosti per la città. Aggiungiamo qui le ultime tappe del nostro tour tra i Tesori, ma rimaniamo consapevoli di una cosa: Palermo è una città che ha tanto da svelare, che sa lasciarsi scoprire da chi veramente la vuole guardare. Torneremo ancora da lei, per osservarla con nuove sguardi ma con lo stupore di sempre.

LE STANZE AL GENIO

Puoi collezionare francobolli, monete, biglie, bambole, figurine, auto d’epoca, vinili. Mattonelle, si, mattonelle. Le stanze al genio è uno dei luoghi più inaspettati di questo itinerario per la Palermo svelata: una casa privata, in Via Garibaldi, con più di 5.000 mattonelle maiolicate ad adornare le pareti. Una collezione che racconta tanto dell’intera Sicilia quanto della cultura partenopea. Mattonelle del sedicesimo secolo con disegni essenziali ed i colori del verde e del giallo parlano di una Sicilia antica ed affascinante, il blu ed il giallo di altre maioliche rimanda subito all’eleganza delle ceramiche di Caltagirone, per poi svelare, mattonella dopo mattonella, le influenze arabe, gli ipnotici disegni geometrici, la venerazione palermitana per il liberty, le importazioni napoletane. Un’abitazione assolutamente suggestiva, ed una collezione che nella sua «ducizza» raccoglie tanta storia, tanta arte e tanta bellezza.

PALAZZO COMITINI

Sfarzo, oro, lampadari in vetro di Murano, importanti salotti, carte da parati e marmi, imponenti specchi e opere di artisti di ogni tempo sono lì, ad arricchire il Palazzo Comitini di lusso ed eleganza. Costruito sul finire del ‘700 per ordine del principe di Comitini – Michele Gravina y Cruillas – è adesso sede della Provincia. Il barocco salone delle feste coniuga, con i due ordini di opere a soffitto, le tematiche del sacro e del profano e l’intero palazzo nobiliare racconta di feste, di ricevimenti, di incontri tra personalità di spicco di ogni epoca, di vicende familiari e di un lusso perfettamente custodito.

PALAZZO BRANCIFORTE

E’ un luogo che si è evoluto in parallelo con l’evoluzione della città che lo ospita. Edificato nel 500 e divenuto poi dimora nobiliare del principe Giuseppe Branciforte, a inizi ‘800 divenne Monte di Pietà: le tracce di tale attività sono assolutamente evidenti, grazie alle imponenti strutture lignee – utilizzate per depositare ed archiviare i beni ceduti in pegno  -presenti nei locali originariamente adibiti a tale funzione. Queste sale ospitano adesso la mostra permanente dei Pupi della famiglia Cuticchio. Ristrutturato nel 2005 da Gae Aulenti, il palazzo preserva il suo splendore originario ma con un fascino contemporaneo, perfettamente espresso all’interno della biblioteca dal design futuristico. All’interno della struttura anche un museo archeologico, un ristorante, una scuola di cucina e vari spazi di rappresentanza che si adeguano, ancora una volta, all’evoluzione della città di Palermo.

CHIESA DI SANTA MARIA DEL PILIERE

Deve il suo nome alla piccola statua lignea di una Madonna col bambino, ritrovata nel ‘500 all’interno del pozzo adiacente alla chiesa. La statua, fu deposta su una colonna di marmo e, in virtù dell’influenza spagnola, si decise di rinominarla “Maria del Pilar”, il pillare, appunto. Chiesa piccola e affiancata dal campanile originale, presenta una suggestiva cripta sotterranea delle stesse dimensioni della navata superiore.

CAMPANILE DI SAN GIUSEPPE CAFASSO

L’ardua ascesa al campanile di San Giuseppe è ricompensata dalla vista che viene offerta in cima, soprattutto se vi si arriva all’ora del tramonto. In quel momento, il rosa del cielo illumina la sottostante San Giovanni degli Eremiti, le cui cupole rosse vengono osservate dall’alto, da una postazione inedita. Di fronte, il Palazzo dei Normanni, Parco d’Orleans, e poi la Cattedrale, le varie cupole della città, il porto.

Concludi così la tua Via dei Tesori e dai l’arrivederci alla città più intensamente sicula che ci sia.

Tutte le info dell’iniziativa al sito http://www.leviedeitesori.com.

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