The Sri Lanka Limited

– “Che succede?”

– “Non lo so, mi sa che il treno si è perso!”

– “Cosa ha detto?”

– “Dice che il treno si è perso.”

– “Come fa a perdersi; viaggia sulle rotaie!”

(The Darjeeling Limited – Wes Anderson)

QUI IL NOSTRO VIDEO RACCONTO

La logica ti fa dire che un treno – muovendosi su di un percorso costruito ad hoc per condurre da un punto A ad un punto B – non possa perdersi. In una terra come lo Sri Lanka però, la logica ti viene naturale metterla da parte. E se un treno si ferma improvvisamente in mezzo al nulla e la gente, tutta, comincia a scendere giù…lì cominci inevitabilmente a valutare la possibilità che il treno si sia effettivamente perso. Non percepisci ansia, frustrazione o smarrimento; tutti hanno in viso la serenità tipica di chi sa di essere nel luogo esatto; e anche tu, supportato da quell’atmosfera ambigua ma sicura di sé, ti rilassi e ti convinci di essere proprio nel punto corretto di mondo, al momento giusto.

Così è lo Sri Lanka. Contraddittorio e suggestivo. Accogliente e destabilizzante. Silenzioso e caotico allo stesso tempo.

È un paese fatto di verde tropicale ed incontaminato a perdita d’occhio, ma anche di tuk tuk dalle marmitte fumanti che si rincorrono ad una velocità inaudita all’interno del traffico delle grandi città; un luogo fatto di viste incredibili sull’Oceano Indiano, ma anche di montagne altissime dalle quali sovrastare nubi e spazi indefiniti.

È un susseguirsi continuo di colori, tra i tessuti dei sari indossati dalle donne e le innumerevoli divinità indù, tra le piantagioni di tè e le infinite distese di risaie. Colori di albe e tramonti che hanno un nuovo e diverso fascino, a volte più tenui perché perduti in mezzo alla foschia, a volte più decisi e vivaci, per rendere giustizia ad altrettanto favolosi panorami. Colori di insegne al neon che, con il loro aspetto ai limiti del trash, potrebbero tranquillamente indicare i peggiori meandri della città ed invece segnalano la presenza di un tempio o di un santuario.

È un luogo di odori; quelli dei mercati, in cui il piccante del curry e delle altre spezie si mischia con la venatura acida del tè, con quella dolce della cannella e della frutta tropicale, per poi perdersi in mezzo all’odore deciso del pesce lasciato ad essiccare.

E’ odore degli incensi e delle ceneri utilizzate durante le cerimonie religiose – che siano buddhiste o indù poco importa.

Lo Sri Lanka è odore di mare, di afa e salsedine, di pescherecci che partono e di barche che rientrando dall’avvistamento delle balene. Odore di brezze mattutine tra le foglie verdi del tè, mentre i piccoli villaggi si svegliano al sorgere del sole. Odore pungente di aria pulita in cima a vette incredibili.

È un luogo di spiritualità, di piedi scalzi e di silenzio. Di stupe costruite più di duemila anni fa, a simboleggiare la mente illuminata del Buddha, e di imponenti torrette dorate, in cui Shiva, Vishnu o Brahma si adagiano nelle loro vesti colorate e sembianze multiformi a proteggere i fedeli Hindu. Di moschee bianche e rosse che sorgono imponenti all’interno del quartiere di Pettha e di chiese cattoliche – risalenti alla dominazione olandese in Sri Lanka – che punteggiano la città di Galle. Di offerte, di cerimonie, di pellegrinaggi notturni per godere – dopo cinquemila scalini in salita – del sorgere dell’alba dal punto più alto dell’isola, Adam’s Peak.

È un luogo di natura. Di pavoni che scorrazzano liberi tra le risaie e di varani dai movimenti lenti, alla ricerca di uova di coccodrillo. Di scimmie a cui ti ritroverai ad offrire un mandarino e che, probabilmente, organizzeranno un furto di frittelle al primo malcapitato che incontreranno per strada. Di elefanti, animali maestosi e affascinanti, che ti ritroverai ad accarezzare leggendo nei loro grandi occhi la stessa tenerezza che stai provando, in quel preciso istante, anche tu.

È un luogo di spiagge tropicali, di palme alte e filiformi; di pesci colorati e di tavole da surf. Di promontori deserti e di acque calde e cristalline.

È un luogo fatto di persone. Persone che sembrano essere felici il doppio con la metà di quel che, in occidente, potremmo ritenere “sufficiente”. Persone sorridenti e dagli occhi neri e profondi; bambini che ti guardano come se fossi arrivato da Marte, con quel tuo colorito biancastro e quell’altezza fuori misura, ma che attraversano metà autobus per offrirti delle caramelle, solo perché gli hai sorriso durante il viaggio. Lì tu non puoi fare altro che costruire due barchette di carta e ricambiare come puoi quella loro naturale gentilezza. Lo Sri Lanka è un luogo in cui se tu, piccolo viaggiatore straniero, ti ritrovassi a passeggiare tranquillamente in una zona appena fuori dalle tradizionali rotte turistiche, vedresti improvvisamente accorrere bambini per strada e mamme alle finestre, tutti a salutarti, a sorriderti, a farti sentire a casa.

È un luogo di viaggi in treno lo Sri Lanka. Niente alta velocità, nessuna biglietteria telematica, nessun qr-code da scansionare; in compenso, tabelloni in legno da scrivere a mano, carrozze di terza classe così tanto affollate quanto incredibilmente pittoresche, finestrini aperti e porte che non si chiudono mai. Venditori ambulanti di frutta fresca, tè, caffè e fritture a passeggiare da un vagone e all’altro, annunciando il loro arrivo con cantilene un po’ malinconiche. Paesaggi veloci tutt’intorno. Verde. Verde e ancora Verde. Non ti servirà nient’altro per essere, davvero, felice.

QUI IL NOSTRO VIDEO RACCONTO

Trovate poi tutti i consigli pratici nell’articolo successivo!

Annunci

1 Comment

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...