Punta Bianca

«Certe isole col sole al posto giusto, con un vento sempre fresco

Che s’insinua malizioso e disonesto e piano piano si confonde

Nel rumore fastidioso e sempre uguale delle onde, delle onde»

Daniele Silvestri – Il viaggio (pochi grammi di coraggio)

La primavera è il tempo perfetto. Perfetto per i suoi colori vivaci, per la promessa di rinnovamento che puoi respirare nell’aria, per la temperatura mite che ti permette di godere del sole in faccia e, allo stesso momento, di quel che rimane di un venticello ancora fresco, figlio dell’inverno ormai trascorso.

Punta Bianca, in primavera, è ancora più bella. Questa piccola parte di costa – che sorge all’estremità sinistra del litorale Agrigentino – affascina già da lontano col suo bianco candido, quasi iridescente quando colpito dalla giusta luce. Un piccolo punto, lì in fondo, che inevitabilmente ti farà pensare: «eh ma, lì…cosa c’è?».

E un bel giorno, armato di curiosità e coraggio, ti addentrerai nella campagna di Villaggio Mosè – in direzione Zingarello – con la sensazione di aver sbagliato nettamente strada. Parcheggerai la tua auto nella prima piazzola naturale utile e inizierai questa lunga passeggiata in salita e discesa verso il mare.

La primavera ti si paleserà davanti nella campagna sovrastante il litorale, con un contrasto netto – ma non per questo non morbido – tra il verde intenso dell’erba e l’azzurro limpido del mare. Potrai perderti tra quelle colline salmastre, tra la fioritura degli iris e la tenacia dei fichi d’india. Una volta aperto lo sguardo verso giù, quell’agglomerato di roccia bianca e splendente catturerà tutta la tua attenzione e la discesa sarà piena di curiosità, pura e genuina.

Lo “scrusciu du mare” tanto caro ad Andrea Camilleri (ossia il rumore provocato dall’infrangersi delle onde sugli scogli) ti accoglierà in quella “spiaggia” poco consueta, bianca come la neve e dal fascino discreto, appena inferiore a quello della suggestiva Scala dei Turchi (che sorge sullo stesso litorale ma sul versante opposto). La roccia di Punta Bianca è sovrastata da un’ancora più affascinante costruzione – ormai abbandonata e dirupata – ma interamente costruita, sull’argilla bianca, in pietra e legno. La casa della doganieri – utilizzata sino agli inizi del ‘900 – era una delle tante strutture collocate lungo le coste siciliane in prossimità di “approdi facili” ma poco controllati perché lontani dai porti; in questo caso, da quello di Agrigento. La funzione di queste strutture era quella di ospitare – appunto – i doganieri, aventi il ruolo di contrastare le introduzioni clandestine di prodotti e merci all’interno della Sicilia.

Una casa fatta di pietre che raccontano storie di mari e di pescatori, di abili commercianti e di tempi lontani. Uno posto apparentemente così segreto, affascinante nella sua  semplicità, per cui potresti nutrire la pretesa di volerlo possedere tu; tu e pochi altri soltanto. Così bello da volerlo dire al mondo intero. Un posto che sarà stato anche la casa dei doganieri…ma che sempre ti ricorderà casa tua.

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