Il cielo era azzurro sopra Berlino

«Io vidi Berlino e m’impressionò enormemente. Per la prima volta percepivo il ritmo, l’ebbrezza e il fermento della metropoli».

Gerhart Hauptmann

Berlino era grigia, moderna, frenetica, asettica. Questo, prima di vederla. I libri, la storia, i ragazzi dello zoo di Berlino, il nazismo, la guerra fredda, il Muro erano i tasselli che avevano contribuito a creare quell’immagine di città; una città che sentivi lontana, poco attraente, oscura.

Poi, in un freddo aprile di due anni fa, eccoti a calpestare il suolo berlinese per la prima volta, a cancellare gli schemi mentali costruiti negli anni, a togliere i paraocchi per creare una nuova idea di quella stupefacente città. La prima cosa che attrae la tua attenzione è la forte presenza della natura, prorompente in mezzo ad una città che immaginavi fatta di vetro e cemento.

Ciliegi in fiore in mezzo a vie dai palazzi con finestre squadrate, la schematicità dei prati intorno alla Sprea nella zona del Palazzo del Reichstag, la storica sede del Parlamento tedesco sovrastata dalla moderna cupola in vetro realizzata dall’architetto Norman Foster (visitabile gratuitamente e su prenotazione, per una vista dall’alto su Berlino); e poi l’immenso parco di Tiergarten, che si estende per più di 300 ettari dalla Porta di Brandeburgo – simbolo imponente di una Berlino non più divisa – alla zona dello Zoo. E infine, distante dal centro urbano ma comunque raggiungibile con una lunga pedalata in bici, il parco di Charlottenburg, con i suoi torrenti e ponti, tutt’intorno ai giardini ed al castello che un tempo fu dimora reale.

Gli eventi cruciali della storia del ventesimo secolo e Berlino convivono di pari passo, ognuno riportando le ferite dell’altra. Berlino fa mostra di queste tracce di storia, con onore e con vergogna allo stesso tempo. Una continua testimonianza di quello che è stato, tra il cemento oscuro del Memoriale dell’Olocausto ed i colori densi e sfavillanti di significato dell’East Side Gallery, tra la scenografia del Checkpoint Charlie – il posto di blocco che separava la zona americana da quella sovietica, così assurdo da sembrare quasi una montatura hollywoodiana – e le tracce del Muro lasciate in Postdamer Platz. E poi il quartiere ebraico, con l’affascinante sinagoga e le stradine che sembrano condurti verso il cuore di un’altra, nuova, città.

Prenzlauer Berg, centro nevralgico di quella che un tempo fu Berlino Est, ti colpirà per quel fremito di arte che presenta ancora oggi, tra il caos di luci e graffiti e la schematicità di cortili di palazzi che si susseguono e si lasciano scoprire ad ogni passo. Il “fermento della metropoli”, probabilmente, lo percepirai lì per la prima volta.

E poi la Museumsinsel, l’isola dei musei, egregiamente padroneggiata dalla vista del Duomo e della sua cupola verde acqua a scagliarsi con l’azzurro del cielo sopra Berlino. Tra i 5 musei che sorgono sulle rive della Sprea, il Pergamonmuseum è, a onor di causa, il più visitato e rinomato e sarà quello che deciderai di visitare. Una scelta ovvia, merito dell’incredibile esposizione di reperti dell’antichità, del suggestivo Museo di arte islamica in esso contenuto e, in particolare, delle ricostruzioni maestose della Porta di Ishtar e del Mercato di Mileto.

Come in ogni luogo del mondo, cercherai anche a Berlino la tua stella polare, il tuo punto di riferimento per orientarti, per sentirti al sicuro e per esser certo di non aver invaso la Polonia nelle tue lunghe traversate in bici. Inevitabilmente, a Berlino, questo onore sarà dato alla Torre della Televisione, imponente struttura svettante dal centro di Alexander Platz, ed individuabile da quasi ogni angolo di Berlino. Ti indicherà il baricentro della città, il punto a cui vorrai fare ritorno.

«Alexander Platz, aufwiederseen. C’era la neve. Faccio quattro passi a piedi fino alla frontiera. Vengo con te».

Franco Battiato

2 Comments

    1. Si, è una città inaspettata e forse la sua bellezza sta proprio lì. Contenti che Berlino (e anche l’articolo) ti siano piaciuti; grazie tante!

      "Mi piace"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...