Metti un dicembre in Belgio

1. BRUXELLES

Di gaufre calde, di vin cotto e cannella, di strutto e patatine fritte. Di respiri affannati che emettono vapore bollente; di visi nascosti in sciarpe giganti e di persone che si tengono per mano al di là di ingombranti muffole. Di mercatini di Natale e di luci soffuse, di casette di legno e di ruote panoramiche. Di tutto ciò è fatta la fine del mese di dicembre a Bruxelles.

Un’atmosfera incantata, che invade le vie per nulla simmetriche del centro storico, tra birrerie chiassose e locali sofisticati; vie piene di visi di bambini spiaccicati sulle vetrine di cioccolato, a contemplare praline incredibili e statue di cacao. 


Probabilmente tra i percorsi più caratteristici, l’accesso al centro storico per mezzo di Parc de Bruxelles consente, attraversando questo grande parco cittadino, di trovarsi di fronte l’ottocentesco Palais de Bruxelles, il sontuoso palazzo reale, residenza di rappresentanza del re del Belgio. Lasciandosi dunque alle spalle la Chiesa di Saint Jacques-sur-Coudenberg e costeggiando gli isolati che accolgono alcuni tra i più bei musei della città (il Musée Magritte ed il Musées Royaux des Beaux-Arts de Belgique primi tra tutti), ci si muove verso una delle più preziose viste sul cuore della città: Mont des Arts. Si tratta di un complesso urbanistico al centro del quale si sviluppa una terrazza/giardino dalla quale – in una prospettiva perfetta – è possibile ammirare dall’alto la puntuta torre di Gran Place far capolino tra i tetti di Bruxelles. Musicisti di strada lungo il percorso sembreranno darti il benvenuto nella più prestigiosa città del Belgio. 


Il percorso in discesa condurrà verso un unico obiettivo: Gran Place, piazza patrimonio dell’UNESCO dall’incredibile suggestività. Alcuni dei più bei palazzi della città la circondano ed avvolgono donandole un fascino difficilmente replicabile, diverso di volta in volta a seconda dell’orario in cui la si attraversa; è probabilmente la sera che però questa piazza riesce ad assumere un incanto senza eguali!. L’Hotel de Ville, il quattrocentesco municipio, occupa quasi un intero lato di Gran Place, dominandola con la svettante Tour Inimitable, la torre civica che appieno rispecchia lo stile gotico brabantino. Sorge dirimpetto l’affascinante Maison du Roi, l’antico mercato coperto del pane. Tutt’intorno poi, le Case delle Corporazioni: case di origine borghese, realizzate o successivamente acquistate dalla corporazione dei Macellai o da quella dei Panettieri, dalla corporazione dei Birrai o da quella dei Pittori. Tra le ampie vetrate che si arrampicano sulle tradizionali facciate fiamminghe e decorazioni ed ornamenti in sfavillante oro, ogni casa ha un preciso simbolo dal quale prende il nome: così al puntale a forma di stella corrisponde la casa conosciuta come l’Etoile, il frontone recante un pavone in bassorilievo da invece il nome all’edificio conosciuto come le Paon e così via, per un totale di 39 costruzioni. Vederla al crepuscolo nel pieno di dicembre, con uno scintillante albero di Natale al centro della piazza, sarà la giusta ricompensa per aver patito il freddo che solo queste città del nord Europa sanno offrire!


Poco distante si trova il simbolo goliardico di Bruxelles, il Manneken-Pis: la statua in bronzo – alta appena una cinquantina di centimetri – raffigura un ragazzino intento ad urinare. Ma questa statua non è da sola in città: sempre in pieno centro è possibile trovare la Jeanneke-Pis ed il Zinneke-Pis, rispettivamente la statua di una ragazzina e di un cane che, insieme al già citato manneken, rappresentano il trio in bronzo che si aggira ad urinare per le vie di Bruxelles! 

La passeggiata nel centro storico non può ritenersi completa se non dopo aver visto l’imponente Bourse de Bruxelles, dopo aver passeggiato tra le luminose arcate della Galleria Reale Saint Hubert – magica nel periodo natalizio, tra addobbi sospesi, vetrine piene di cioccolato, schiaccianoci ed altre statue ad allietare il passaggio – per poi giungere dinnanzi alla maestosità della Cathédrale des Sts Michel et Gudul, spesso chiamata la “piccola Notre Dame” per i lineamenti architettonici che richiamano le sembianze della chiesa parigina.

La bellezza di Bruxelles, però, non sta in qualcosa di oggettivamente tangibile, non in uno specifico monumento, e neppure in uno dei suoi suggestivi angoli. Sta nella profonda appartenenza all’EUROPA che lì ogni cittadino può finalmente respirare: e che la pelle sia bianca, nera, mulatta o a pois, che i capelli siano rossi o biondi o bruni o tinti da colori fluo, che gli occhi siano chiari come il cielo o scuri come le profondità della terra poco importa. Non esistono “forme di vita autoctone”, non esiste un fototipo che indistintamente ti fa riconoscere una persona come abitante di Bruxelles, come straniero, come turista. Perché a Bruxelles si è un po’ tutti cittadini dello stesso luogo, si parla un po’ tutti la stessa lingua, si osservano quei giganteschi palazzi di vetro contrassegnati da dodici stelle su fondo blu, avendo la netta sensazione che quella bandiera sia quella di casa propria.


Occorre, prima di andar via da Bruxelles, porgere un saluto al suo Atomium, l’imponente struttura rimasta in eredità alla città belga dall’EXPO del 1958. Centoventi metri – internamente visitabili – a creare una gigante rappresentazione di nove atomi di un cristallo di ferro. Una gigantesca costruzione divenuta ormai simbolo della città di Bruxelles.

2. BRUGES

Bruges è una piccola chicca medievale, affascinante e malinconica, figlia del Mare del Nord e delle Fiandre occidentali. Situata, appunto, nella parte nord occidentale del Belgio, deve la sua immensa bellezza al centro storico fatto di case dai mattoncini rossi e di finestre in legno colorate, interamente attraversato e circondato da canali generosi chiamati Reien. 


Nonostante il flusso turistico sia veramente impressionante – e raggiungerla in treno da Bruxelles possa comportare un viaggio sovraffollato, in piedi tra i corridoi – muoversi senza una meta per poi perdersi tra le vie più vuote e silenziose è forse il modo migliore per scoprire piccoli angoli di bellezza nascosta. Di viuzza in viuzza, vi ritroverete a percorrere l’intero perimetro della centralissima Cattedrale del San Salvatore o ad osservare, col naso all’insù, la magnificenza della Chiesa di Nostra Signora. Lo stupore, ovviamente, si farà ancora più grande giungendo al Markt, la grande piazza del mercato interamente circondata da case dai colori vivaci e da alcuni dei più importati edifici storici; è li che si trova il celebre Beffroi di Bruges, la torre civica dall’imponente architettura gotica, che ospita al suo interno un carillon formato da più di quaranta campane, a sovrastare il cortile del mercato coperto. Vedere questa caratteristica piazza nel periodo natalizio, tra i classici mercatini e le piste di pattinaggio, tra le giostre per bambini e le bancarelle di vino cotto, è sicuramente uno dei piccoli privilegi del poter viaggiare nel mese di dicembre.


Appena dietro il Markt, un’altro dei più bei luoghi di Bruges sarà pronto ad accogliervi: si tratta del Burg, una piazza squadrata ancora più bella nelle ore notturne, con le luci calde ad illuminare alcuni degli edifici più notevoli della cittadina: ricchissimi dettagli gotici e finestre rosse di legno a contrastare il nero del tetto contraddistinguono il municipio, mentre di fianco sorge la piccola Basilica del Santo Sangue, costellata di dettagli in oro a contrasto con la facciata gotica grigio fumo.

Una lunga passeggiata verso est vi porterà a raggiungere il quartiere di Sant’Anna e alcune colline a specchio sul fiume in cima alle quali, inaspettatamente, troverete allegri mulini a vento, lì pronti a dare il benvenuto a quel vecchio Don Chisciotte e al fidato Sancho Panza, viaggiatori erranti tra le strade del centro medievale.


Un’ultima passeggiata tra le case di mattoni che si riflettono sui canali ed i ponti di pietra che li attraversano, tra le luci soffuse dei locali e la nebbia che inizia a calare in corrispondenza del crepuscolo…e quell’atmosfera surreale vi rimarrà impressa nel cuore, a farvi promettere di rivedervi presto. Au revoir Bruges!

3. ANVERSA

Moderna ed eclettica, elegante e cosmopolita, Anversa è una vera sorpresa, una città che merita di essere vissuta anche per una visita toccata e fuga, ma che sicuramente ha moltissimo da offrire nella sua caotica quotidianità. L’accoglienza – giungendo in treno da Bruxelles o dalle altre città belghe – è incredibilmente suggestiva: la stazione di Antwerp (questo il nome di Anversa in lingua) ha un che di cinematografico, con spazi enormi ma così caldi ed accoglienti da donare all’intera struttura un’atmosfera irreale.


Anche qui, il cuore nevralgico del centro storico della città è la piazza del mercato, il Grote Markt, tradizionalmente circondata dalle Case delle Corporazioni e dominata dall’elegante municipio cittadino. Al centro del Grote Markt è collocata la statua di Silvius Brabo, il soldato dell’impero romano al quale è ricollegata una delle più avvincenti leggende sulla città: secondo tradizione, Silvio Brabone uccise il gigante Druon Antigoon, che occupava il fiume Schelda – fiume lungo il quale Anversa si sviluppa – chiedendo pesanti dazi per consentire gli ingressi via mare verso la città fiamminga; coloro i quali rifiutavano un simile trattamento venivano puniti con il taglio della mano da parte del gigante. Fu il legionario Brabone ad uccidere il gigante, amputandogli la mano e gettandola nel fiume. E’ forse per tale ragione che il nome fiammingo di Anversa, «Antwerpen», ha un chiaro riferimento etimologico all’espressione “hand werpen”, letteralmente, “lanciare la mano”. Proprio il fiume Schelda e la collocazione strategica di Anversa lungo le sue rive – a meno di un centinaio di km dal Mare del Nord – rappresentano l’origine della ricchezza e dello sviluppo di questa città fiamminga, uno dei principali porti europei sin dai tempi dei primi commerci con le Americhe. 

Dalla piazza del mercato, tra le tipiche facciate ed i tetti caratteristici, si riesce a vedere appieno il puntuto campanile gotico della Cattedrale di Anversa; se, guardando in alto, si rimane stupefatti dall’imponenza e dalla ricchezza dei dettagli, volgendo lo sguardo verso il basso un tripudio di tenerezza non può che invadere le menti di ogni viaggiatore o turista di passaggio: una delle più adorabili statue mai viste al mondo, Nello&Patrasche rappresenta in marmo il giovane orfano Nello – protagonista di una fiaba-racconto di fine ottocento – intento ad abbracciare il suo cucciolo di cane Patrasche; a coprirli e proteggerli, il manto stradale che, come una coperta, si poggia su di loro fondendoli con l’ambiente e offrendo un rifugio sicuro dallo stesso.


La varietà di Anversa, la sua miscellanea di luoghi si può ancor meglio apprezzare costeggiando in una lunga passeggiata il fiume e muovendosi dal caratteristico centro storico verso la più moderna zona del porto; uno scenario che, nel giro di pochi isolati cambia completamente, abbandonando il tipico stile urbano fiammingo a favore di moderni palazzi ed opere architettoniche. Tra i tanti, colpisce per la sua solida pacatezza il Museum aan de Stroom, la struttura che ospita il più grande museo della città, realizzata in vetro e pietra arenaria rossa. Il suo riflesso sul canale vi regalerà uno strano senso di equilibrio e rilassatezza.


Continue contaminazioni, una cultura fervente ed uno stile di vita diverso per ogni singolo angolo della città. Tutto ciò fa di Anversa una città viva, curiosa, stimolante.

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