Cos'è per te Firenze

Firenze è una città di cui riesci a parlare solo dopo essertene andato. Soltanto allora.

Mentre la vivi, mentre percorri l’intrecciarsi di strade del suo centro storico, non puoi far altro che constatarne l’assoluta bellezza, non puoi che prendere consapevolezza del fatto che non esista un singolo angolo di città senza storia, arte, beltà.

Firenze è un continuo turbinio di gente, in cui trovar pace soltanto all’imbocco di una stradina secondaria. È una città di stile ed eleganza, con quel suo odore di cuoio e pellame, con quelle botteghe d’artigianato storico, con quell’ambiente che strizza gli occhi al radical chic, con quelle moderne vetrine ipnotiche e sfavillanti di via dei Tornabuoni

È una città che rimane nella memoria coinvolgendo i cinque sensi, lasciando dietro di sé una sensazione di romantica nostalgia. Firenze è bella, nella sua interezza e nei suoi dettagli, a riassunto di tutto, senza eppure aver detto abbastanza. 

È il rosa pastello che colora la Basilica di Santa Maria del Fiore appena prima del tramonto, osservata da quell’angolo al fianco del Battistero, dal marciapiede che incrocia Borgo San Lorenzo. È la magnificenza della sua cupola, capolavoro di architettura del Brunelleschi.

È l’odore di osteria e carne alla brace che invade le strade del tardo pomeriggio intorno alla chiesa e al mercato di San Lorenzo. È il tetto a cassettoni del Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio e l’incredibile vista che si ha dalla sua Torre di Arnolfo

È l’eterno ritrovo tra gli scalini di piazza Santissima Annunziata e quelli di piazza Santo Spirito, culmine dell’affascinante quartiere di San Frediano. È l’ascesa tortuosa a Piazzale Michelangelo e il meraviglioso skyline che da lassù si può ammirare. È il glicine di Villa Bardini ed i cipressi di San Miniato al Monte. 

È la brezza (o forse l’umidità) delle serate estive sul Lungarno ed è la promessa del tramonto seduti proprio lì, in mezzo all’Arno, a vederne cambiare i colori dalla Pescaia di Santa Rosa. È l’arte degli Uffizi, lo stupore dinnanzi alla Venere o alla Primavera di Botticelli.

È il caos di Ponte Vecchio, di quelle sue botteghe sospese. Casupole che adesso accolgono la magnificenza dell’oreficeria internazionale e che, in passato, accoglievano le macellerie di fiducia dei Medici e non solo. È il mistero del Corridoio Vasariano, un passaggio segreto e sospeso che conduce da Palazzo Vecchio a Palazzo Pitti, passando per gli Uffizi e sopra il Ponte Vecchio

È il tepore del sole primaverile nello spiazzo di fronte Palazzo Pitti ed è la sontuosità che regna al suo interno. È l’entusiasmo di chi si affolla sopra Ponte Santa Trinita per riuscire ad ottenere lo scatto perfetto di Firenze.

È il perenne sorriso nel sentire “prossima fermata: Firenze Santa Maria Novella”. È il ricordo di sorvolarla all’imbrunire, mentre i colori le danno nuova forma, avvolta dalle sue colline, con l’incanto che da sempre e per sempre le sarà da compagno.

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